sussurrato da Dada @ 23:18 - lunedì, 02 novembre 2009 in temi sociali, culti e affini
“Oltre il silenzio” -
“L’amore non sopporta tutto”

sono due slogan che hanno accompagnato la campagna decennale che la Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) ha condotto sul tema della violenza contro le donne. Una campagna capillare, che ha coinvolto, con varie iniziative locali, i gruppi di donne evangeliche dalla Sicilia al Piemonte, dalla Puglia al Veneto.

Un gruppo di donne delle chiese protestanti di Milano (battiste, metodiste, valdesi) invitano individui, associazioni e chiese a un momento di riflessione, di silenzio e di preghiera per accompagnare l’arrivo a Milano dell’anfora contro la violenza.

La staffetta contro la violenza sulle donne è un’iniziativa che l’Udi ha organizzato nel corso dell’anno, a partire dalla Sicilia, e che terminerà a Brescia con una manifestazione nazionale il 21 novembre 2009. In piazza della Loggia (ore 15) risuoneranno le parole di tante donne. C’è chi ha scritto per liberarsi di un peso, chi per dire quello che aveva taciuto per anni, chi per esprimere la propria rabbia e indignazione, chi per affermare la voglia di prendere in mano la propria vita e progettare il futuro, chi per annunciare un messaggio di consolazione, speranza, coraggio e liberazione.

Un viaggio lungo un anno, per incontrare e dialogare con donne e uomini sui temi della violenza contro le donne e che a Milano invita tutte e tutti

 
Martedi 10 novembre - ore 17,30
Chiesa Evangelica Valdese - via Francesco Sforza 12

"OLTRE IL SILENZIO”: veglia di preghiera contro la violenza sulle donne

 

Andare oltre il silenzio significa saper porgere un altro sguardo su chi incontriamo, significa costruire insieme una nuova cultura dell’incontro, del rispetto e dell’amore reciproco ma significa anche lottare per una società più giusta, più partecipata e più rispettosa dei diritti umani, in Italia e nel mondo.

La serata proseguirà nello spettacolo di canzoni, immagini e parole, "Vi chiamerò per nome" di e con Marian Trapassi, con momento conviviale, nello SPAZIO DELL'UNIONE FEMMINILE, Corso di Porta Nuova 32, Tel. 026572269 - ore 19.00 - Ingresso libero.

 
sussurrato da Dada @ 16:53 - venerdì, 30 ottobre 2009 in scleri, my diary
sussurrato da Dada @ 14:37 - martedì, 20 ottobre 2009 in attualità, omofobia, temi sociali

La legge "Concia" contro l'omofobia è stata affossata per una pregiudiziale di costituzionalità. L'«orientamento sessuale» includerebbe secondo chi l'ha avanzata e votata anche «zoofilia, pedofilia, necrofilia, masochismo e sadismo».

Che per alcuni o molti la sessualità nelle declinazioni altre da quella maggioritaria sia ancora da equiparare alla stregua di una perversione è grave, lesivo, e discriminatorio, tanto più nel XXI secolo.

Se poi ciò avviene in un Parlamento che dovrebbe farsi garanzia, nel suo lavoro legislativo, proprio di quella Costituzione che invece qui vediamo calpestata ed offesa la cosa ci indigna ancor di più.

Occorre ricordare che i diritti sono quel complesso di regole finalizzate all'organizzazione di una società, e dunque che il diritto costituzionale è quell'insieme di norme che garantiscono le libertà e i diritti fondamentali dei cittadini.

Le libertà e i diritti non posso essere che di tutti. Altrimenti sono privilegi.

Stabilire un diritto o estenderne l'applicazione all'intera società rende quest'ultima libera.

In una nazione che si professa moderna, europea, cristiana negare il diritto all'incolumità di una parte della cittadinanza rende privilegiati chi invece ne gode.

Questo sì è incivile ed incostituzionale.

La REFO - Rete Evangelica Fede e Omosessualità esprime tutta la sua amarezza per l'esito dell'iter parlamentare della legge contro l'omofobia ed auspica che con urgenza si trovi rimedio a quella che in Italia come all'estero viene considerata a ragione una pagina nera della democrazia di questa nazione.



La Segreteria nazionale della REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità

sussurrato da Dada @ 20:01 - martedì, 22 settembre 2009 in articoli, attualità, omofobia
No all'omofobia. Come cristiani siamo chiamati a testimoniare il primato dell'amore

"I ripetuti atti di violenza contro omosessuali e locali frequentati da omosessuali danno la misura di un clima di intolleranza e di pregiudizio contro le diversità che, come cristiani e come cittadini, non possiamo accettare e di fronte al quale non possiamo tacere": così la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, in una lettera inviata ad alcune organizzazioni omosessuali italiane. "Gli attentati contro gli omosessuali ed alcuni luoghi simbolo sono troppo frequenti per pensare a fatti ed atteggiamenti individuali, comunque deprecabili. Il rischio è che ci si abitui alla violenza omofoba, considerandola una delle tante forme di violenza difficile da reprimere e da prevenire. Non è così: la scuola ed i media possono fare molto, così come le chiese chiamate a testimoniare prima di tutto l'amore cristiano per l'altro, tanto più quando è perseguitato, offeso o emarginato".

Maria bonafede ha quindi espresso la sua "vicinanza alla comunità omosessuale" e si è impegnata a "sostenere campagne di sensibilizzazione" per "l'affermazione dei pieni diritti di ogni persona, a iniziare dalla prossima manifestazione romana del 24 settembre".

(tratto dal sito della Chiesa Valdese)
sussurrato da Dada @ 17:28 - lunedì, 31 agosto 2009 in scleri, my diary
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,

sia benedetto il nome del Signore!".

                                                  Gb 1, 21


Mi costringo a ripetermi questo versetto come un mantra, per non uscirne pazzo e mandare in pezzi la mia fede per conflitti sentimentali.
Dopo quasi 2 anni la risposta è arrivata. Fosse arrivata prima forse mi sarei evitato tanta sofferenza. Fatto sta che non c'è possibilità. Zero. Appongo una pietra tombale sul mio sogno più grande degli ultimi anni, chiudo questo capitolo. Ne apro uno nuovo: è un incognita. A volte mi rende felice, a volte temo che possa andar male. Spero che possa andare bene, nonostante la distanza sia infinita, ma per ora non posso cantare vittoria finchè non toccherò con mano la realtà. La speranza è l'ultima a morire, non vorrei essere io il primo!
sussurrato da Dada @ 03:32 - domenica, 09 agosto 2009 in scleri, my diary
Esiste qualcuno che mi dona felicità. Non me lo sarei aspettato
sussurrato da Dada @ 23:58 - mercoledì, 05 agosto 2009 in articoli, attualità, temi sociali
La pillola RU486:
"Prevale l'autodeterminazione della donna"

Lo dice Luca Savarino, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola valdese

"Ritengo gran parte delle preoccupazioni espresse dalle gerarchie cattoliche largamente infondate". Entra così nel merito dell'acceso dibattito sulla pillola abortiva RU 486, Luca Savarino, coordinatore della Commissione della Tavola valdese per i problemi etici posti dalla scienza (Commissione bioetica).
Parlando a titolo personale Luca Savarino non condivide la tesi del Presidente della Conferenza episcopale (CEI), cardinale Angelo Bagnasco, secondo cui la decisione dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) di ammettere anche in Italia l’utilizzo della pillola abortiva andrebbe nella direzione di identificare l’aborto con un metodo anticoncezionale.
"Non va dimenticato - sottolinea Savarino - che la quasi totalità delle scelte abortive coincide piuttosto con esperienze di forte travaglio etico e morale da parte dei soggetti coinvolti nella scelta, in primo luogo da parte della donna. Il rispetto della vita umana, sin dal momento del concepimento va contemperato con altri valori in gioco, che richiamano primariamente la responsabilità della madre, che va guardata come un soggetto etico pienamente capace di autodeterminarsi.
Ancora una volta, purtroppo, nelle dichiarazioni di influenti esponenti della chiesa cattolica romana è evidente la tendenza a considerare con timore la libertà e la responsabilità individuali, identificandole con l’arbitrio
".

Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 3 agosto 2009
sussurrato da Dada @ 03:42 - martedì, 04 agosto 2009 in citazioni, scleri, my diary
Vorrei rivederti, passare del tempo con te, più tempo dell'ultima volta. Vorrei guardare nei tuoi occhi, sentire la tua voce, prendere la tua mano e sfiorarti le labbra con un bacio ... Vorrei dirti di fronte quello che penso e provo. Vorrei che tu facessi altrettanto, dopo tanto tempo... in fondo forse la sola cosa che vorrei è stare con te.



[...] Così ritorna il cuore alle sue piene.
Così l'amore insegna cose vere.
Perdonino gli dèi se non conviene
il sentenziare su piume leggere.
(Sandro Penna, Poesie inedite 1927-1955)
sussurrato da Dada @ 03:03 - martedì, 04 agosto 2009 in articoli, attualità, temi sociali
''Il matrimonio e' opera del Signore e noi siamo solo i Suoi testimoni''

Londra - Le coppie gay devono potersi sposare come chiunque altro. Questo e' il principio che ha spinto oggi i quaccheri britannici a appoggiare ufficialmente le unioni matrimoniali tra gay.
Secondo il principio che ''il matrimonio e' opera del Signore e noi siamo solo i Suoi testimoni'', la Societa' degli Amici - denominazione ufficiale dei quaccheri - ha oggi ufficialmente espresso, durante il convegno annuale a York in Gran Bretagna, la propria approvazione alle unioni gay.
Non c'e' differenza tra etero e omosessuali e entrambi dovrebbero avere pari diritti civili e religiosi. Ecco perche' all'incontro di York, si e' chiesto al governo britannico di rivedere le leggi che regolano le unioni civili e permettere ai quaccheri di registrarle, cosi' come si registrano i matrimoni tra eterosessuali.
Non e' una novita' che la Societa' degli Amici sia piu' tollerante rispetto a molte altre confessioni su questo e altri temi. E' dagli anni '60 infatti che i quaccheri concedono benedizioni religiose per le coppie gay che scelgono di unirsi in unioni civili e che professano che non esista differenza tra etero e omosessuali. ''Una scelta coraggiosa e onorevole'', dice l'attivista per i diritti gay Peter Tatchell.

(tratto da notiziegay.it, immagine tratta da censur.org)
sussurrato da Dada @ 13:33 - lunedì, 29 giugno 2009 in
Devo solo star male evidentemente... un anno e mezzo dietro a un sogno per poi scoprire che tenevo in mano solo un pugno di sabbia, che ora scivola nel vento e si disperde, sospinta dalla tua noncuranza di volermi donare una risposta, una certezza... Grazie